venerdì 11 aprile 2008

Platinum sponsor

martedì 19 febbraio 2008

Gold sponsor


Ar.de.a
Lo studio di progettazione Ar.de.a Architettura Design Ambiente di Arturo Montanelli ha sede a Lecco.

lunedì 18 febbraio 2008

Patrocinio


Comune di Bellano

domenica 17 febbraio 2008

Sostengono il progetto

Deutsche Bank
La cartolina/invito della mostra verrà distribuita nelle filiale della Deutsche Bank della provincia di Lecco.

sabato 16 febbraio 2008

Ringraziamento particolare


La casa editrice Scozzese Floris books ha autorizzato la riproduzione su "Le Journal éphémère" della mostra di parte del libro "The golden age of Chartres" scritto da R.Querido, il libro che ha ispirato il progetto "La scuola di Chartres".

venerdì 15 febbraio 2008

Sponsor tecnico


Cableman
azienda all'avanguardia nella produzione di cavi elettrici speciali, Cableman fornisce parte del materiale necessario all'allestimento dell'installazione.

giovedì 14 febbraio 2008

Sponsor tecnico


Tecnoglass
Azienda di Mandello del Lario specializzata nella fornitura e posa di serramenti, la Tecnoglass mi ha gentilmente fornito l'assistenza tecnica nella fase di costruzione della stella a sette punte.

lunedì 11 febbraio 2008

Misurando lo spazio


Nella parte più antica di Bellano si trova la Chiesa di San Nicolao.
Attualmente sconsacrata e di proprietà dell'Amministrazione comunale, che la utilizza per iniziative culturali, fu anticamente un punto fermo per la religiosità di tutta la zona. Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza. La ex-chiesa di San Nicolao si presta bene al progetto “La scuola di Chartres”. La dimensione dello spazio espositivo , la struttura stessa e la precedente “funzione” della ex-chiesa ne fanno uno spazio molto suggestivo, in particolare modo per una mostra che fa riferimento – anche se non direttamente - ad un altro luogo di culto.

domenica 10 febbraio 2008

Intervista



Jean-Pierre Coupé intervista Jean-Pierre Coupé, chiaro esempio di schizofrenia avanzata ( o di scarso interesse da parte di chi normalmente conduce interviste):
JPC: Mi dica Coupé, come si è fatto venire in mente un progetto del genere?
JPC: Devo dire che fino a poco fa non avevo mai veramente riflettuto sul tema dell’insegnamento. Ho cominciato a ragionarci sopra mentre cercavo di immaginare il futuro prossimo di mia figlia di 4 anni. Fra due anni andrà a scuola e ci dedicherà la maggior parte del suo tempo e delle sue energie per i successivi 10 anni, minimo.
Contemporaneamente ho conosciuto diversi adolescenti che hanno deciso di abbandonare gli studi, senza la minima qualifica , senza nemmeno idea che cosa vorrebbero fare, ma semplicemente stufi e smarriti già a 16 o 19 anni. Mi veni in mente un libro che avevo letto una quindicina di anni fa e che trattava, fra altre cose, del tema dell’insegnamento: “Zen & l’arte della manutenzione della motocicletta”, di Robert Pirsig. Poi altri libri che indico in questo giornale. mi veni anche in mente che io stesso lasciò la scuola a 17 anni. Non smarrito, quello no, anzi avevo le idee molto chiare e soltanto una gran voglia di liberta, ma comunque la scuola mi pareva noiosa. Non mi sarei mai sognato di appassionarmi di matematica per esempio. E invece la matematica appresa attraverso lo studio della cattedrale di Chartres mi risulta addirittura affascinante. Quindi sicuramente si potrebbe rendere la scuola più attraente.
JPC: Alla Scuola di Chartres ci sarebbe andato volentieri?
JPC: Credo proprio di si. Alla Scuola di Chartres, venivano insegnate le cosi dette “sette arti liberali”. Seguire il camino delle sette arti liberali portava l’anima in relazione con il sistema planetario. Cominciando dalla grammatica un allievo saliva la scala delle arti in una progressione graduale che lo portava in sette anni a studiare anche la dialettica, ovvero la logica del pensiero, associata a mercurio, poi la retorica, la bellezza del linguaggio, associata a venere, poi la musica, armonia e ritmo, associata al sole, mediatore tra i tre pianeti bassi ed i tre piani alti, poi l’aritmetica, la proporzione, associata a marte, poi la geometria, numeri e forma insieme, associata a giove, e infine l’astronomia, associata a saturnio, il portone d’ingresso allo zodiaco, l’arte più sublime fra tutti, che insegna i movimenti dei pianeti, la legge delle stelle, l’influenza dello zodiaco sull’uomo e la terra, e il significato dell’architettura dell’universo. Le sembra poco affascinante?
JPC: E’ quindi per il legame con la cattedrale di Chartres che ha cercato una chiesa sconsacrata per ospitare il suo progetto?
JPC: In realtà no. Non cercavo necessariamente una ex-chiesa, ma un luogo particolare si, non le solite 4 pareti bianche. E quando sono entrato cui la prima volta per caso, tutti i pezzi di un puzzle mentale che non sapevo nemmeno di aver cominciato ad assemblare sono saltati fuori e non mi restava che sistemarli al posto giusto.
JPC: Lei mi ricorda uno chef francese Alain Senderens che spiegava che le ricette gli vengono in mente da sole, già elaborate nei minimi particolari.
JPC: Speriamo che la mia mostra possa risultare equilibrata come un “Cochon de lait de Burgos, rougail de poireaux, carottes aux baies roses et mangue abbinato ad un
Alsace Gruenspiel 2002 - M. Deiss“.
JPC: Non faccia troppo lo spiritoso Coupé. Mi spieghi piuttosto cosa centrano questi scarti industriali che ricoprono il pavimento della ex-chiesa.
JPC: Un altro pezzo del puzzle semplicemente. Avevo notato dei cassoni pieni di questi pezzi colorati fuori da un’azienda di Mandello del Lario davanti alla quale passo regolarmente. Un giorno mi sono anche fermato e mi sono avvicinato per vedere cosa fossero esattamente. Quando il progetto La Scuola di Chartres mi è venuto in mente uno dei pezzi del puzzle a saltare fuori è stato quello, non chiedermi perché, è cosi e basta.
JPC: Mi sta dicendo che le cose si impongono a lei, che lei non è altro che l’interprete, gli autori sono voci che lei sente. Che solo lei sente. È cosi Coupé?
JPC: Proprio cosi.
JPC: Sono esterrefatto.
JPC: Non c’è di che.
JPC: Immagino che la storia è la stessa per il sentiero di panò?
JPC: Il panò l’ho conosciuto sull’impalcatura di una casa che ho ristrutturata. Ci ho camminato sopra durante parecchi mesi e mi sono affezionato. E quindi l’ho recuperato per evidenziare il camino intrapreso dagli allievi della Scuola di Chartres con un riferimento anche al cantiere della costruzione della cattedrale stessa.
JPC: E la stella a sette punte, da dove arriva?
JPC: I druidi, prima ancora dei costruttori di cattedrali, usavano la corda a 12 nodi (e 13 segmenti uguali) per disegnarla. Infatti, disponendo i 13 segmenti in un determinato modo: 4 su un lato, 4 sull'altro e infine 5 sull'ultimo si ottiene un triangolo isoscele avente due angoli di 51°19' cioè molto vicino ad 1/7 di cerchio. Cosi, incollando 7 di questi triangoli uno all'altro si forma una figura completa dalla quale si può tracciare poi la stella a sette punte. La stella a sette punte è stata usata da chi ha progettato Chartres per tracciare la lastra rotonda che insieme a quella quadrata ed a quella rettangolare compone la pianta della cattedrale. La scultura che presento non è la stella a sette punte ma una fase del suo disegno. Su questa costruzione compaiono i nomi dei sette pianeti allora conosciuti a ciascuno dei quali la Scuola di Chartres associava anche una delle sette arti liberali.
JPC: Parliamo delle sue tele. Ogni quadro è fatto di due tele assemblate. Perché?
JPC: La Scuola di Chartres è una specie di spartiacque. Ha avuto un’importanza chiave per il passaggio dai secoli bui dell’Alto Medioevo a quelli luminosi del Rinascimento. Cosi mi piaceva che i quadri fatti per questo progetto fossero un assemblaggio di due tele.
JPC: Lei usa pochi colori, il nero, il bianco, e il blu principalmente.
JPC: L’uso privilegiato del nero e del bianco risale al periodo in cui vivevo in Nuova Zelanda a stretto contatto con la cultura Maori. Per loro il nero rappresenta l'oceano, nel quale il tutto è compreso, mentre il bianco simboleggia la conoscenza delle cose e l’equilibrio. Il mio fascino per il blu invece è nato con la scoperta dell’opera di Yves Klein. - il blu è l’unico colore a non avere dimensioni - diceva.”
JPC: E il giallo, da dove arriva?
JPC: Sono un fan di Maigret.
JPC: Faccio fatica a capirla Coupé.
JPC: Il maestro giapponese ha detto “bisogna fare fatica”.
JPC: Quale maestro giapponese?
JPC: Takeshi Naito
JPC: Mai sentito nominare. Non è che si confonde con Takeshi Kitano?
JPC: No non mi confondo. Sono un fan di Kitano ma è un’altra cosa. Naito lui non fa cinema. È un maestro di karate.
JPC: Ci mancava solo quello. Cos’altro dice, sentiamo?
JPC: Dice che bisogna emozionarsi.
JPC: Le mostre d’arte la emozionano Coupé?
JPC: In generale no, le trovo noiosissime.
JPC: Concordo.
JPC: Incredibile.
JPC: Mi parli di “espaces culturels éphémères”.
JPC: È un movimento che ho creato per promuovere l’arte effimero.
JPC: Mi faccia un esempio.
JPC: Qualche mese fa ho percorso il lago di Como in Auto-Stop portando con me un quadro di 80 x 80 cm.
JPC: Immagino che nessuno si è fermato.
JPC: Si sbaglia. Sono partito alle 11 da Varenna, direzione Colico, e alle 3 traghettavo da Mennagio verso Varenna dopo aver cambiato auto 5 volte.
JPC: Con il suo quadro in mano?
JPC: Si
JPC: E a chi la caricava cosa diceva?
JPC: Spiegavo che il mio tour era destinato a portare l’arte là dove di solito non c’è, ma senza lasciare tracce. Se salgo con un quadro sulla macchina di qualcuno e ci rimango anche solo per 15 mn di viaggio ho cambiato la giornata di quella persona. E forse tutta la sua vita. È questo l’arte effimero, lascia tracce impercettibili.
JPC: Non si monti troppo la testa Coupé, l’avranno preso x pazzo.
JPC: Può essere.
JPC: In questa mostra c’è un quadro effimero.
JPC: Si, è una tela sulla quale ho applicato numerosi pezzi di nastro adesivo. Ogni visitatore la può modificare in modo irreversibile e unico togliendo un pezzo di nastro. Un altro visitatore toglierà un altro pezzo e cosi via ad ogni visitatore. Più effimero di cosi.
JPC: Si aspetta cosi tanti visitatori?
JPC: Ho una famiglia numerosa.
JPC: C’è anche un “fuori tema”.
JPC: Si, una notizia comparsa sui giornali a fine Marzo e scomparsa quasi immediatamente segnalava la decisione di un tribunale d'appello federale americano che ha annullato la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal. Avevo lavorato sul tema dei Black Panthers un paio di anni fa e ho voluto dare un po’ di spazio a quella notizia. Se il prossimo presidente americano sarà nero sarà anche un po’ grazie a lui.
JPC: Una parola a proposito di questo giornale. Le foto dei quadri in bianco e nero sono il risultato di una mancanza di sponsor?
JPC: Non proprio, in realtà questo giornale non vuole essere la testimonianza della mostra, bensì un pezzo della mostra, come possono esserlo le tele o gli scarti industriali. Per quanto riguarda gli sponsor, ne bastano pochi ma buoni, non mi lamento.
JPC: Prossimo progetto? Cosa le dicono le vocine?
JPC: Il prossimo progetto , come la Scuola di Chartres, prenderà spunto dal passato per evidenziare tematiche del presente e del futuro. mi piacerebbe partire da un viaggio che raggiungerà ciascuno dei luoghi che una volta ospitavano le sette meraviglie del mondo antico. Due sono in Grecia, due in Turchia, e due in Egitto. Il settimo luogo purtroppo non è avvicinabile poiché i giardini sospesi di babilonia si trovavano in quello che oggi si chiama Irak. E il punto è proprio quello. Prima di poter andare tranquillamente in Irak passerà un bel po’ di tempo, ma almeno cerchiamo di fare avvicinare i paesi e i popoli che possono ancora esserlo.
JPC: Cosa pensa di fare, una specie di Parigi Dakar delle sette meraviglie?
JPC: A titolo personale si, ma poi riunirò i vari pezzi del nuovo puzzle per una mostra a Milano nel 2009.
JPC: Ci saremmo
JPC: Non avevo dubbi.

sabato 9 febbraio 2008

About the seven liberal arts taught at the School of Chartres.



“The earliest sculptured representations of the seven liberal arts are found above the right doorway of the cathedral’s Royal Porch – Portail Royal, completed in 1145. In the center is a replica in stone of the Black Madonna, enthroned and carrying a standing male child between her knees. She is the Virgin Mary. Beneath is depicted the birth of the Jesus Child and the adoration of the shepherds, obviously scenes from the New Testament. Surrounding these central figures are the seven females figures of the seven liberal arts, below each the representation of a historical personality who achieved mastery in that art: Donatus under Grammatica, Aristotle under Dialectica, Cicero under Rhetorica, Pythagoras under Musica and Arithmetica, Euclid under Geometria, and Ptolemy under Astronomia. If we try to read literally the story told in the right doorway of the Royal Porch, we immediately encounter a problem, for the seven liberal arts are not usually associated with the images form the Gospel. A solution lies in our understanding that in addition to the accepted stories of the Old and New Testaments, the lives of the saints, and other events important to Christianity, the iconography of Chartres at times conveys a deeper, more esoteric message. It can be read as indications for the steps to be followed on a path of spiritual development. For the Chartres masters, the seven liberal arts were crucial. Studying them was a way to inner discipline and the training of one’s spiritual faculties […]. For the masters and their pupils, the seven liberal arts were more than disciplines; they were beings. The study of an art was an approach to a being. The mastery of an art was a connection with a being who, belonging to the spiritual hierarchies, would then inspire one as the priestess or guardian of that particular art. Each of the seven guardians had her “place” in the spiritual world, which was one of the planetary spheres. Thus, following the path of the seven liberal arts was bringing one’s soul into right relationship with the planetary system. Of necessity, then, the arts were studied in a definite order, because there was an order to the universal scheme of the cosmos. Beginning with a study of Grammatica, a pupil ascended the ladder of the arts, in a gradual progression that in the school of Chartres may have taken seven years to complete.

Grammatica
For the student commencing his path of inner purification, study and meditation on Grammatica formed the first step. He concerned himself with every aspect of the living Word as reflected in grammar, including the study of the structure of languages and their comparison, etymology, philology, and poetics. Grammar comprises both the laws of speech, how the words we say relate to one another, and the parts of speech […]. The Chartres masters felt that through the being of Grammatica, they were led into the sphere of the moon, which is the great reflector, raying back the light of the sun. Like the moon, grammar was a mirror, and by her the Logos, the Word, was reflected through its working in language on earth. The students at Chartres, filled with enthusiasm in their quest to discover the source of the Word that was “in the beginning”, would be lifted to the moon’s sphere by means of inner, spiritual cognition. Having traversed the first stage of the arduous inner journey, they would receive the inspiration of Grammatica herself, a spiritual being recognizable by her features, form, and attributes, who would become their guide in higher realms.

Dialectica
Dialectic is logical thinking. To pursue dialectic means to make one’s thinking clear but also mobile, so that one can grasp not only the things of the earth but also the things of the spirit. The one who is master of dialectics stands between the heights and the depths, his thinking allowing him to turn in either direction in the life of ideas. Aristotle, the inaugurator of logical thinking, was regarded as one who knew both heights and depths. Through thinking he gained the knowledge previously revealed only through the mysteries. He gradually worked up from the four elements, through the categories, to an understanding of the working of heavenly thought. Students ofDialectica found that their mobile thinking led them to the sphere of Mercury, or Hermes, known in ancient times as the winged messenger, who could swiftly move between the world of the gods and the world of men.

Rhetorica
Rhetoric, of which Cicero was the great master, is beauty in speech. The Chartres masters beleived that beautiful speech best expressed the creative goodness and morality of the archetypal Word that created heaven and earth. Students who came to know Rhetorica found themselves taken into the sphere of Venus, the realm of beauty and love. The three arts of Grammatica, Dialectica, and Rhetorica are related to the Logos, who came down from the heights into the human being in the forms of thought and speech. In mastering these three arts, the student could dwell in the sphere of the three lower planets, Moon, Mercury, and Venus. Pursuing his course, he would next come to the sphere of the Sun.

Musica
The art of Musica included singing, playing instrument, and studying harmony, rhythm, melody and composition […]. It was associated with gold and the essence of things because, like the sun, it was mediator between the three lower planets and the three higher ones.

Arithmetica
Arithmetica led to the sphere of proportion and rhythm. The way the plants grow or the way the skeleton is formed according to numerical laws constituted the realm of this art. Arithmetic was the gateway for understanding the order of nature […]. The mysteries of number, well-known to Pythagoras, were at the heart of the study. Its sphere was Mars, a warring realm but also one of powerful, forward progression.

Geometrica
Jupiter, “the Wise One”, imbued number with form. In studying geometry, students at Chartres learned that the number one can be a circle, two a lemniscate, three a triangle, four a square, five a pentagram. Plato said, “God geometrizes”, and through Geometrica, students came to know the wisdom of the formative principle.

Astronomica
The final stage of soul purification was reached by following the stern guidance of Astronomica, the most sublime of the seven liberal arts. She taught students to understand the motions of the planets, the laws of the stars, the influences of the zodiac upon man and the earth, and the underlying meaning of the architecture of the universe. What is Leo? What is Sagittarius? What is Virgo ? She told not only of their form and motion but of their relationships to man himself. With the study of Astronomica, then, the seven fold study of the planets led into the twelvefoldness of the zodiac. The sevenfold aspect of the human soul entered the twelvefold aspect of the human spirit, for it was the entire world of the stars that related to the human self or ego. Mastership of astronomy led to the realm of Saturn, the last of the seven planets, because Saturn was the portal opening out to the zodiac. The Chartres masters and their pupils followed a path of esoteric development to gain access to what they described as the different planetary spheres. They worked their way through a gradual study of the seven liberal arts to enhance their conciousness with knowledge of these spiritual realms, which are not accessible to ordinary consciousness...”

an extract from: The Golden Age of Chartres, The teachings of a Mistery school and the Eternal Feminine. Written by René Querido. Courtesy of publisher Floris books – Edinburgh.

giovedì 7 febbraio 2008

112358: I numeri della mostra



Nel suo libro: I misteri della Cattedrale di Chartres, Louis Charpentier scrive:

Il rettangolo, di proporzioni 2/1, ha una diagonale uguale a √5. Se a questa diagonale si aggiunge la larghezza del rettangolo e si divide questa nuova lunghezza per -2 si ottiene una lunghezza uguale a (√5+1)/2 = 1,618, che è il Numero d'Oro, limite della serie di Fibonacci. Oltre alle diverse proprietà di cui gode questo Numero - che è un termine di rapporto con l'unità - e sulle quali sono stati scritte opere molto dotte, esso possiede anche questa: 1,618/0, 618 = 1+1, 618 = 1, 618 x 1, 618 = 2, 618
Ora, 2,618x12/10=3,1416=π. 3,1416, costante questa, che permette di trovare il perimetro e la superficie di un cerchio di cui si conosce il diametro. E 12/10 è l'intervallo musicale di mediante; l'intervallo tra la gamma maggiore e la gamma minore… Ritroveremo questo intervallo a proposito dell'altezza della cattedrale, ma l'importante adesso è che la Lastra rettangolare 2/1 contiene la radice della trasformazione di una superficie angolare in superficie circolare; da cui la possibilità di dedurre la superficie della Lastra rotonda da quella della superficie rettangolare… Si tratta proprio della quadratura del cerchio; non sul piano delle matematiche di laboratorio, ma su quello della geometria di costruzione.”

La mia modesta contribuzione all’influenza dei numeri sull’ordine universale è nascosta nelle date della mostra dal 11 al 23 maggio 2008. In effetti 11 il giorno di inizio, 23 il giorno di chiusura, 5 il mese e 8 l’anno, letti uno a uno cioè non come data ma come semplici numeri singoli (uno, uno, due, tre, cinque e otto) non sono altro che l’inizio della sequenza di Fibonacci.

giovedì 10 gennaio 2008

Consigli di viaggio




Ovviamente consiglio a tutti di fare il viaggio a Chartres. Credenti o no, non è quello il punto. Pensate che tre mila anni fa quello era già un luogo sacro per i druidi celtici.
Già che andate lì mi permetto di consigliarvi un paio di cose da fare o vedere strada facendo. Prendete il primo traghetto da Varenna per Menaggio. Poi la Svizzera. Lugano, Locarno, il passo Simplon , sosta a Martigny dove ci sono sempre delle mostre interessanti poi si prosegue per Lausanne, si passa in Francia, Pontarlier, e pernottamento ad Arbois un villaggio nel Jura Francese dove si degusta una rarità enologica “le vin de paille”. Il giorno successivo, prima di lasciare il Jura non mancate di visitare il castello d’Arvay per i suoi vini e le “Salines Royales” d’Arc-et-Senans, iscritte al patrimonio mondiale dell'UNESCO, che rappresentano un testimonianza unica nella storia dell’architettura industriale. Chi non ha fretta potrà spingersi fino a Parigi per una cena da Alain Senderens, place de la Madeleine, gli altri andranno direttamente a Chartres per godersi al più presto un luogo unico pieno ancora di misteri mai delucidati.
Al rientro scegliete voi dove fermarvi!

domenica 6 gennaio 2008

Consigli di lettura



La mostra non ha la pretesa di dare informazioni approfondite ne sull’insegnamento, ne sulla cattedrale di Chartres. Se sono semplicemente riuscito a suscitare un po’ di curiosità per questi temi allora mi considererò soddisfatto. Vi rimango al vostro computer e l’inevitabile Google™ x le vostre ricerche, e vi segnalo i libri che, senza che me ne accorgesse al momento della loro lettura avvenuta nel corso di diversi anni, mi hanno spinto a questa riflessione.

“Lo Zen e l'Arte della Manutenzione della Motocicletta”. Robert Pirsig. In Italia da Adelphi. In questo viaggio in moto negli Stati Uniti degli anni 70 si parla, tra tante altre cose, del tema dell’insegnamento.

“Il druido delle chiocciole". Henry Vincenot, Amrita edizioni. Nella verde Borgogna, un vecchio vagabondo truculento, detto La Gazzetta, se ne va in giro facendo il profeta. Egli dice di essere il "druido delle chiocciole", dice di essere immortale. In cambio della carità che riceve, elargisce singolari e misteriosi insegnamenti…

"The golden age of Chartres". R.Querido, Floris books. Non pubblicato in Italia. Al quale mi sono ispirato direttamente per quanta riguarda le sette arti liberali.

“I misteri della cattedrale di Chartres”. Louis Charpentier, Traduzione di Adriana Raspino, Arcana Editrice.

“Des nains sur des épaules de géants, maîtres et élèves au Moyen âge”. Scritto da Pierre Riché e Jacques Verger. Tallandier editore.

"Racconti matematici". Claudio bartocci, Einaudi.
Un’antologia di storie dedicate alla matematica e ai matematici, scritte da grandi romanzieri e saggisti della letteratura contemporanea.

"Diario di scuola". Daniel Pennac, Feltrinelli.
Ex scaldabanco lui stesso, Pennac studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei.

sabato 5 gennaio 2008

Link utili


il blog ufficiale dell'artista Jean-Pierre Coupé, in inglese.